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Le mie opere non hanno, come si deduce anche dalle didascalie, alcun riferimento alla realtà e sono perfettamente astratte, come è astratta la vera arte contemporanea“.

In questa breve affermazione, è racchiusa tutta la poetica di Piero Raspi che ha posto quale incipit della propria storia una diversa impalcatura dell’immagine, componente di un processo inteso a stabilire in maniera precisa ed inequivocabile il bisogno di un rapporto con il mondo.

Questo aggancio con la realtà è avvenuto in primis tramite la corrente artistica dell’Informale, grazie alla quale si è realizzata quell’urgrnza propria di ogni uomo: la necessità di trovare una personale forma di interazione con l’ambiente circostante.

L’Informale ha rappresentato, così, lo strumento con cui ha soddisfatto l’esigenza di una relazione con ciò che lo circonda; la voce della propria percezione del reale.

A testimonianza di tale modus operandi, il sito vuole offrire una selezione di opere, ripartite tra carte, collages e dipinti, che si snodano dalla metà degli anni Cinquanta fino ai primi anni Duemila.

Viene anche proposta la scultura parietale, realizzata nel 2001 a Spoleto, che rappresenta un unicum, sia per le dimensioni, che per l’uso dei materiali impiegati.

Il sito, inoltre, ripercorre la carriera artistica, dagli esordi nel Gruppo di Spoleto fino alle ultime partecipazioni a mostre nazionali e internazionali, “…di uno degli esponenti più significativi e raffinati dell’Informale italiano“. (Giovanni Carandente)

Durante la realizzazione della scultura parietale in acciaio presso l’Albornoz Palace. Spoleto, 2001